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Care concittadine e cari concittadini,
in questi giorni ho varato la nuova Giunta comunale: cinque nuovi assessori, che in aggiunta ai sei nominati nello scorso maggio, danno il quadro di un rinnovamento forte e concreto. Si tratta di professori universitari, professionisti, imprenditori figli di questa città che si dedicheranno al suo esclusivo servizio.
L'ho deciso poiché ho ritenuto in coscienza di dare in questo momento di grande incertezza e sofferenza per questioni rilevanti di etica pubblica 8° prescindere dalla fondatezza, o meno, di accusa di natura penale), che hanno lambito la nostra amministrazione, una risposta forte e responsabile.
Avrei potuto ascoltare le tante sirene che "consigliavano" di lasciare, oppure al contrario di "farmi guidare" nelle mie scelte. Ho ascoltato tutti e alla fine, rispettando il mandato ricevuto due anni e mezzo fa dal 57% dei napoletani, ho deciso di continuare a lavorare per la mia città. Mi guidano onestà e coscienza nonché i valori della Costituzione della Repubblica italiana e la profonda convinzione che è più facile abbandonare la nave nei momenti difficili che trovare il coraggio e la forza per uscire da queste difficoltà e navigare verso rotte più sicure.
La città ha bisogno di un sereno e fattivo comune lavoro e non certo di "pause istituzionali" o di "governi commissariali" ontologicamente lontani da ogni logica di partecipazione. Ripartiamo ribadendo che il Consiglio Comunale, in quanto organismo eletto democraticamente dai cittadini, è secondo le competenze attribuitegli dalla legge, il luogo deputato a tracciare e controllare le politiche della città.
Napoli sta facendo i conti con le sue insufficienze e debolezze, con i suoi errori e la povertà in un quadro internazionale confuso e complicato, con una crisi economica che mette in ginocchio economie forti e sviluppate, città ricche e potenti. Non abbiamo bisogno di elencare i problemi, li conosciamo tutti, quello che serve alla città è recuperare fiducia in se stessa, rafforzare gli anticorpi della legalità e della trasparenza, operare contro la camorra, la micro e la macrocriminalità. Lo deve fare l'intera comunità a partire dal comportamento dei singoli.
In questi anni ho sempre combattuto catastrofismo e vittimismo, poiché dobbiamo imparare a non lamentarci e pretendere ma a costruire e lavorare, sapendo altresì che lo sviluppo di una città dipende in gran parte dalle politiche dei governi nazionali e dall'attenzione di investitori locali, nazionali ed internazionali e dall'opinione pubblica. Ed è per questo che parlo spesso dell'altra Napoli, affinché il Paese conosca la complessa realtà fatta di problemi ed insufficienze, ma anche di progetti in corso, cantieri aperti, realizzazione di assoluto valore nazionale ed internazionale.
Chi promette miracoli mente ma la nuova fase che abbiamo aperto mira a completare importanti realizzazioni. L'Amministrazione comunale nei prossimi mesi metterà particolare attenzione al tema della cura della città e della valorizzazione dei beni comuni, degli spazi e delle funzioni pubbliche, con l'obiettivo di migliorare la sua qualità della vita.
E' necessario che Napoli, a partire dalla sua classe dirigente, rialzi la schiena e accetti la sfida, ardua ma non impossibile, di lavorare per una ripresa che ci sarà se sapremo mobilitare le energie migliori come la città spesso ha fatto nei momenti di maggiore crisi.
Con questa consapevolezza delle nostre difficoltà, ma anche con il fermo proposito di affrontarle e superarle continuando con la nuova Giunta a svolgere il lavoro al servizio dell'interesse generale della città, mi rivolgo a voi tutti, cari concittadini, per esortarvi a non lesinarmi critiche, ma anche e soprattutto a mantenere un impegno comune per il futuro della nostra città.
Il sindaco di Napoli
Rosa Russo Iervolino Napoli, 9 gennaio 2009
Gentilissima dottoressa Iervolino,
in merito alla Sua lettera, quella indirizzata a noi napoletani, come cittadina Le rispondo: pretendo di vedere i fatti!!
E per fatti non intendo chissà che, mi accontento di un'ordinaria vivibilità urbana:
lo spazzamento quotidiano del luogo dove abito, la viabilità "pedonale"dei marciapiedi, di un bagno pubblico ogni tot metri, di non sentire più i megafoni rompi timpani dei fruttivendoli abusivi, di una illuminazione pubblica decente anche nei vicoli, di spazi verdi per le famiglie, di trasporti pubblici efficienti, di vedere i vigili urbani di quartiere…..nel quartiere, a tutela della civile convivenza.
In quanto alla Sua frase << rafforzare gli anticorpi della legalità e della trasparenza, operare contro la camorra, la micro e la macrocriminalità>> Le chiedo: chi è responsabile delle carenze di vivibilità urbana nelle Municipalità? Chi verifica la produttività "reale" e la lealtà degli operatori addetti al controllo e al rispetto delle regole della "civile convivenza" ?
Perché proprio non riesco a giustificare che zone di Napoli, come il Borgo San Antonio Abate, piazza Garibaldi e dintorni, Porta Nolana, vicolo Soprammuro e i suoi affluenti , nonostante lo spiegamento di risorse umane restano, nei fatti, la negazione della vivibilità urbana e della legalità. A chi contestare questo? Ad un' Amministrazione Comunale incapace di controllare e governare il territorio? O all'infiltrazione, all'interno delle risorse umane preposte alla salvaguardia della legalità, di "mele marce", tolleranti del malaffare?
E su quest'altro passaggio <<L'Amministrazione comunale nei prossimi mesi metterà particolare attenzione al tema della cura della città e della valorizzazione dei beni comuni, degli spazi e delle funzioni pubbliche, con l'obiettivo di migliorare la sua qualità della vita.>>
Francamente io, che abito nel centro antico, di particolare attenzione da parte dell'amministrazione nella "cura della città e della valorizzazione dei beni comuni" non trovo al momento riscontri: via dei Tribunali continua a sostenere intenso traffico automobilistico, piazza san Gaetano continua ad essere usata come discarica per mobili e materassi dismessi, sui Decumani i negozianti continuano ad esporre merce in strada, piazzetta Nilo è sempre un parcheggio per motorini, i venditori abusivi di frutta e verdura continuano a impazzare tra i vicoli su motocicli, urlando a squarciagola in megafoni da manifestazioni, i giardini di Santa Chiara continuano ad essere un dormitorio per senzatetto e alcolizzati, in piazza San Domenico e in piazza del Gesù si gioca a pallone anche in presenza dei vigili, i cittadini incivili continuano, impuniti, a buttare agli angoli delle strade immondizia a tutte le ore, che quasi ogni sera tra le 23 e le 24 c'è gente che, incurante del riposo degli altri, continua a festeggiare di tutto, sparando centinaia di fuochi d'artificio. E tanto per fare riferimento alla sicurezza, hanno "preso servizio", come ogni anno durante il periodo di carnevale, bande di delinquenti che aggrediscono i passanti , ma soprattutto molestano con cattiveria le donne. Insomma dottoressa Iervolino, dalle mie parti non è cambiato niente! Le assicuro che, da napoletana, sogno e spero in una Napoli in positivo. E sono convinta che il rispetto delle regole della civile convivenza, da parte di tutti noi cittadini, è alla base della vera rinascita di questa città. Questo ho insegnato anche ai miei figli. Dunque, in merito al contenuto della Sua lettera pretendo, come ho già scritto, di vedere i fatti!
Cordialmente in attesa di un concreto riscontro,
Patrizia Bussola, cittadina napoletana.
La lettera è stata inviata all'ufficio del Sindaco, via fax e per posta elettronica certificata, alle ore 11,15 del 5 febbraio 2009